Che cos’è
Il counseling educativo accompagna chi ha responsabilità di crescita: genitori, insegnanti, educatori. Non interviene sul singolo come «caso», ma sulla relazione educativa, là dove diventa difficile — nei passaggi evolutivi, nelle crisi, nei momenti in cui il legame si ingarbuglia.
Non è una terapia e non promette soluzioni: offre uno spazio per guardare con più chiarezza a ciò che accade, riconoscere le risorse già presenti e ritrovare un modo praticabile di stare accanto a chi cresce.
L’approccio integra psicologia dello sviluppo, pedagogia e pratica clinica della relazione, sempre con la stessa attenzione: mettere al centro la persona, non il problema.
A chi si rivolge
- Genitori che attraversano un passaggio difficile con i figli.
- Insegnanti ed educatori che cercano strumenti per la relazione in classe e nei servizi.
- Famiglie che desiderano essere accompagnate in una transizione.
- Dirigenti scolastici e responsabili di servizi che vogliono attivare spazi di ascolto.
Come si svolge
| Formati | Colloqui individuali o con la coppia genitoriale, incontri di gruppo, sportelli di ascolto nelle scuole, cicli tematici. |
| Durata | Concordata caso per caso. |
| Sede | in presenza a Camposampiero (PD) e, dove previsto, presso le scuole e i servizi. |
Il metodo in quest’area
Ascoltare. Si parte dall’ascolto di chi chiede aiuto, senza fretta di dare consigli: spesso la difficoltà educativa chiede prima di tutto di essere compresa.
Comprendere. Si legge la situazione dentro la storia della relazione, tenendo insieme il punto di vista dell’adulto e quello di chi sta crescendo.
Trasformare. L’obiettivo non è un rimedio immediato, ma una relazione educativa più consapevole e più sostenibile nel tempo.